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Il keynote di Steve Jobs nasconde una rivoluzione tra le righe

Angela Rossoni avatar Giovedì 17 Gennaio 2008, 16:09 in multimedia di Angela Rossoni

Un keynote giudicato da molti sotto tono, anche se era ben difficile eguagliare l’exploit dell’anno scorso. Quest’anno non sarà evidentemente l’anno dei grandi cambiamenti per la casa della mela rosicchiata, molti hanno osserato che durante il tanto atteso discorso, Steve Jobs non ha usato la classica espressione “one more thing” (cui è stata persino dedicata una voce su Wikipedia!), che di solito prelude un annuncio destinato a creare scossoni nel mondo high tech. Nonostante ciò, Steve Jobs ha introdotto delle importanti novità, che daranno il via o confermeranno delle tendenze in atto a dir poco rivoluzionarie.
Fra queste ovviamente la più importante è la presentazione del nuovo MacBook Air, il notebook più sottile al mondo, uscito teatralmente da una busta lasciando tutti a bocca aperta.

Avrà sicuramente colpito tutti noi il design soprendentemente sottile (appena 20 millimetri nel lato più spesso e 4 millimetri in quello più sottile, per poco più di un chilo di peso), l’aspetto esterno estremamente curato ed accattivante, degno della migliore tradizione di casa Apple, la tastiera retroilluminata che si accende automaticamente quando non c’è abbastanza luce, e soprattutto la funzione multitouch, già sperimentata con successo negli iPhone. Avrà lasciato l’amaro in bocca al popolo dei Mac la lista dei “grandi assenti”, come la porta firewire, una connessione Gigabit Ethernet, o il masterizzatore CD/DVD, da acquistare a parte; ma del resto è stata casa Apple per prima a introdurre sul mercato un PC senza drive per floppy disk: starà anticipando i tempi?). Apple vende un drive DVD esterno, al prezzo di un centinaio di euro, che si connette alla porta USB 2.0 del MacBook Air. Del resto, parola di Steve Jobs, gli utenti hanno bisogno dei CD e dei DVD per i film, per effettuare il backup e per installare del software. Per quanto riguarda i film, Apple ha risolto lanciando il nuovo servizio di noleggio dei film su iTunes; entro Febbraio saranno presenti a listino oltre 1000 titoli, che saranno disponibili 30 giorni dopo l’uscita dei DVD. In merito al Backup, l’inimitabile Jobs ha lanciato due novità nel corso del suo keynote, il “Time Capsule”, una unità di backup esterna dotata di una velocissima connessione wireless di tipo 802.11n. Infine, per quanto riguarda l’installazione del software, il MacBook Air è in grado di connettersi automaticamente ad altri PC o Mac connessi in rete che i trovano nelle vicinanze (sempre che ce ne siano!)
Insomma, al di là dei pregi e dei difetti che sono apparsi immediatamente evidenti, un dettaglio, rivelato quasi in sordina, nasconde probabilmente una rivoluzione: la disponibilità di una versione, coem quella da 1,8 GHz, dotata di un disco allo stato solido da 64GB. La versione da 1,6 GHz, tra l’altro, incorpora un hard disk da 80 Gbyte da 1,8 pollici, lo stesso che si trova negli iPod classic, che tra l’altro hanno avuto un’accoglienza piuttosto tiepida da parte dei consumatori, che hanno invece preferito di gran lunga gli altri modelli, privi di hard disk. Faccio notare che gli attuali notebook includono hard disk da 2,5 pollici una volta e mezzo più grandi. Anche questo aspetto segnerà una tendenza?
 Molti hanno storto il naso per il prezzo che, secondo alcuni poll lanciati in rete, costituirebbe il principale freno all’acquisto dei nuovi MacBook Air. E molti hanno aggrottato le ciglia davanti all’enorme differenza di prezzo fra la versione con hard disk e quella con disco allo stato solido, circa 900 euro, per avere per giunta una capacità inferiore.
Ma se un colosso come Apple annuncia un nuovo notebook privo di hard disk magnetico, la strada è spianata verso un grande cambiamento nel mondo dei PC.

 

Basati sulla tecnologia flash NAND, i dischi allo stato solido (Solid State Disk o SSD) sono molto più robusti; alcuni test confermano che, lanciando un notebook con SSD da un’altezza di 4 metri, si rompe il notebook ma non il disco allo stato solido. Questo non è un aspetto da trascurare, dato che, secondo la società di analisi Gartner, il crash e la rottura degli hard disk, che rischiano di farci perdere i nostri dati, le nostre foto o i nostri filmati, sono fra le due principali cause di guasto nei notebook e rappresentano il 45 % dei guasti hardware. I dischi flash inoltre consumano molto meno (anche il 90 % in meno) e quindi possono garantire una durata superiore della batteria, che per i MacBook Air è di 5 ore. Non da ultimo, sono molto più veloci rispetto ai tradizionali hard disk, una proprietà che risulta molto comoda per chi ha installato un sistema operativo pesante come Vista.
E soprattutto, i SSD, se diventeranno più convenienti, potrebbero essere adottati per realizzare i PC a basso costo promossi dall’iniziativa One Laptop per Child. Questo grazie alla loro robustezza e ai bassi consumi, due requisiti molto importanti per poter favorire la diffusione dei PC nelle aree più sfortunate del mondo. Fra i primi ad adottare i SSD figura la Taiwanese Asus, nei propri mini-notebook Eee PC, dotati di un disco da 4 Gbyte.  
Ad oggi purtroppo, i SSD costano 50 volte più degli hard disk; i continui progressi compiuti nella tecnologia degli hard disk e i loro costi in continua discesa impongono ai produttori di SSD una rincorsa frenetica.
Per saperne di più, qui sopra trovate un video che mette a confronto hard disk e dischi allo stato solido e... non perdetevi i prossimi post!
Apple non è stata la prima ad eliminare l’hard disk dai notebook: ci hanno pensato prima Dell, che ha annunciato, nell’Aprile 2007 un’opzione per i propri notebook Latitude D420 e D620 ultra-mobile dotati di SSD da 1,8 pollici da 32 Gigabyte; Fujitsu, con i portatili della serie Lifebook; e Sony, la quale ha introdotto il modello di micro PC Vaio UX, dotato di un disco flash da 48 Gbyte.  
Le soluzioni proposte finora, anche a causa della nota dolente dei prezzi troppo alti, sono stati introdotti quasi in sordina, e non adeguatamente pubblicizzati.
Il fatto che i MacBook Air siano disponibili in una versione con SSD avrà delle conseguenze importanti su questo mercato?
È ancora troppo presto per dirlo, ma le cifre presentate dagli analisti parlano chiaro. Secondo Gartner i SSD raggiungeranno l’ora della verità nel 2009. IDC stima che il mercato dei SSD per notebook raggiungerà i 5,4 miliardi di dollari nel 2011. Nel corso di quest’anno, anche senza considerare i MacBook Air, i SSD dovrebbero aggiudicarsi il 5 % del mercato complessivo dei notebook. Questo corrisponde a circa 5 milioni di unità, per un totale di 200 milioni di Gigabyte di capacità.
Penso che sentiremo parlare ancora di notebook con dischi flash in occasione del prossimo keynote di Steve Jobs all’inaugurazione del MacWorld Expo 2009.

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