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INTERVISTA a Stéphane Deruelle, Regional Director per il Sud-Ovest Europeo di WindRiver - seconda parte

Angela Rossoni avatar Sabato 23 Febbraio 2008, 10:49 in multimedia di Angela Rossoni
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 Segue dalla prima parte

-Alcuni hanno accolto gli annunci sulla nuova piattaforma Android con una certa dose di scetticismo. Quali sono, a suo avviso, le ragioni di questo atteggiamento?

Innanzitutto lo scetticismo è una reazione naturale di fronte alle novità. È in genere difficile, in un primo momento, assimilare i cambiamenti. In più, Google è percepita come un concorrente da parte dei produttori più affermati di sistemi operativi per la telefonia cellulare.  
Del resto, per quanto riguarda la telefonia cellulare, si ha una situazione di monopolio: secondo la società di analisi IDC, il sistema operativo Symbian, che attualmente è installato in oltre la metà dei cellulari in commercio, raggiungerà il 60 % del mercato entro il 2009, seguito a distanza da Windows Mobile e da Linux. Il fatto di promuovere un sistema aperto come Linux di certo è visto come un tentativo di “spezzare” questo monopolio.

- Può illustrare quali sono i principali vantaggi di una piattaforma software open source per telefoni cellulari, rispetto alle soluzioni proprietarie esistenti? In che modo la nuova piattaforma Linux sarà in grado di competere con soluzioni che sono sul mercato da anni?

La flessibilità e la facilità di personalizzazione sono senza dubbio una carta vincente per una piattaforma aperta come Android. Di questo ne siamo sicuri, anche se altre soluzioni siano sul mercato ormai da anni.
Una piattaforma software tradizionale proprietaria è molto complessa e completamente integrata: contiene tutti gli stack e le funzioni necessarie ma è poco flessibile. È quindi difficile modificarla per stare al passo con le mode e con nuove tecnologie e prodotti. Invece, con un sistema operativo aperto come Linux è facile apportare modifiche e differenziare i prodotti. Inoltre dietro al sistema operativo Linux c’è una community di milioni di sviluppatori. Questo, oltre a garantire l’aggiunta di nuove patch o funzioni non appena questo diventa possibile, integrando tempestivamente nuovi componenti hardware e software, l’approccio open source garantisce una stabilità e una robustezza superiori. Le nuove versioni del sistema operativo, immediatamente testate sul campo da milioni di sviluppatori rispetto alle migliaia o decine di migliaia di sviluppatori dei sistemi operativi proprietari possono essere migliorate in tempi brevi. Eventuali bachi o falle per la sicurezza sono individuati e corretti più facilmente.  

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- La decisione, da parte di WindRiver, di aderire alla Open Handset Alliance è anche un segno di una maggiore focalizzazione della sua azienda sul mercato consumer?


Si. WindRiver è attiva in quattro settori:
oltre a quello consumer, opera in campo industriale, dell’aerospazio e difesa, e automobilistico. Il mercato della telefonia cellulare ovviamente è molto importante, per i numeri e i fatturati che ci girano attorno. WindRiver sta investendo molto nel settore consumer, in particolar modo per consentire ai cellulari e altri apparecchi consumer (come set-top-box e apparecchi TV) di connettersi più facilmente ad Internet a banda larga ed offrire funzionalità multimediali ricche. Assisteremo a una reale convergenza fra tecnologie e necessità del mondo consumer e di altri settori, in particolare di quello dell'auto. Le stesse funzioni presenti negli smartphone le troviamo anche sui navigatori satellitari a bordo dell’auto. Questo avverrà in futuro in misura ancora maggiore. Stiamo spingendo e promuovendo Linux in ogni settore, come sistema operativo per le nostre piattaforme software embedded.
Il software embedded è invisibile: serve per gestire funzioni molto complesse nei cellulari come in altri apparecchi elettronici, mascherando questa complessità all’utente, che trova invece un terminale facile e intuitivo da usare. Essendo il software embedded “nascosto” dall’interfaccia utente, la sua funzione, importantissima, spesso non è valutata. Il lavoro svolto dalla Open Handset Alliance contribuisce anche ad aumentare la visibilità sul software embedded. Un’altra importante funzione compiuta dalla OHA sarà la razionalizzazione del mercato. Per quanto riguarda i componenti hardware, il settore della telefonia cellulare è ancora molto frammentato, e siamo ben lontani dalla situazione che si osserva nel mondo PC, dominato dalle architetture di processore di Intel e di AMD.

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