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Multimedia & co: oltre il display

Angela Rossoni avatar Giovedì 10 Aprile 2008, 18:59 in multimedia di Angela Rossoni
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Il mercato potenziale dei terminali consumer portatili è di dimensioni enormi, essendo trainato dall’esplosione dei media digitali. Basta citare un dato per rendere l’idea: secondo iSupply, il fatturato relativo ai servizi dati per i cellulari si è già moltiplicato di un fattore 6 dal 2005 ad oggi, passando da 7,1 miliardi di dollari a 43,1 miliardi di dollari.
Questa crescita vertiginosa è da imputare soprattutto alle applicazioni video e di gaming. Al momento si tratta però di poco più di una grande promessa.
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I display di piccole dimensioni rappresentano infatti un collo di bottiglia per le applicazioni consumer portatili ed un ostacolo alla fruizione dei contenuti multimediali: è infatti poco pratico, se non scomodo e talvolta frustrante visualizzare video, immagini o presentazioni Powerpoint da un display di appena 2-4 pollici di diagonale, come quello integrato nella maggior parte dei modelli di cellulari e smartphone oggi in commercio. I consumatori desiderano un’esperienza utente di gran lunga migliore rispetto a quella che hanno attualmente dai propri display di piccole dimensioni.

Per superare questo collo di bottiglia, Microvision, una società con sede a Redmond, nello stato americano di Washington, non molto distante dal quartier generale del gigante Microsoft (e dalla sede americana della Nintendo), ha messo a punto una nuova tecnologia, nota come PicoP, che consente di integrare dei proiettori miniaturizzati (che l’azienda preferisce il termine “picoproiettori”, da cui il nome PicoP) all’interno dei apparecchi mobili quali cellulari, PDA, laptop, portable media player come gli iPod o i terminali Zune, fotocamere digitali, lettori DVD portatili e console di videogiochi per su qualsiasi superficie.
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Questi proiettori in miniatura sono in grado di proiettare e condividere su qualsiasi superficie immagini di qualità DVD di grandi dimensioni (da 20 cm a 2,5 m di diametro) come fotografie, filmati, programmi TV e slide di presentazioni.

I “picoproiettori” sono basati sulla tecnologia MEMS (Micro Electro Mechanical Systems), dello stesso tipo di usata nelle console Nintendo Wii (quelle che vediamo maneggiare da Giorgio Panariello nei popolarissimi spot alla TV) e negli iPhone di Apple per regolare il formato di visualizzazione dello schermo (portrait o lanscape) a seconda dei movimenti della mano dell’utente.


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Un picoproiettore PicoP può essere reso piccolo in modo tale da trovare posto in un dispositivo portatile, ma anche all’interno di laptop e dei portable media player. La soluzione contiene tutti gli elementi necessari per produrre un’immagine.


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Un chip decostruisce l’immagine da proiettare in segnali elettronici, che attivano dei minuscoli laser nel rosso, verde e blu (RGB). Le emissioni laser sono dirette contro un microspecchio MEMS. Questo minuscolissimo specchio (ne basta uno per display) ricrea l’immagine su una qualsiasi superficie contro cui è diretto il fascio laser, vibrando in senso sia orizzontale, sia verticale, e creando un gioco di luci ad una velocità molto superiore a quella che l’occhio umano può percepire. Al nostro occhio questo “gioco di luci” appare come un’immagine stabile. Il principio di produzione dell’immagine, che avviene pixel per pixel, linea per linea, è per certi versi analogo a quello dei monitor TV a raggi catodici.
L’uso di un laser consente di avere colori molto vividi, nella scala pari al 150 % dello spettro NTSC. L’immagine è sempre focalizzata automaticamente, senza la necessità di opportune lenti correttive (come invece avviene nei normali proiettori), e consente di ricreare immagini di grandi dimensioni (da 20 cm a 2,5 m di diametro) e ad alta risoluzione, in formato WVGA (848 X 480 pixel).


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La tecnologia sarà usata in un primo momento come un prodotto accessorio dei terminali mobili, in grado di connettersi a più dispositivi consumer per proiettare immagini ad alta risoluzione su qualsiasi superficie. Il prototipo di microproiettore portatile standalone messo a punto da Microvision si connette direttamente, in modo “plug-and-play” a laptop, telefoni cellulari, portable media player, fotocamere digitali e altri dispositivi mobili.


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Il prodotto, con il nome commerciale “Show”, è molto leggero e maneggevole: è spesso appena 7 mm e pesa da 30 a 50 grammi (200 grammi incluse le batterie) e dovrebbe garantire un’autonomia di 2,5 ore, sufficiente per vedere un intero film. Allo sviluppo del prototipo ha anche collaborato Motorola, partner strategico di Microvision.

La società sta cercando di ridurre ulteriormente le dimensioni ed i consumi del dispositivo Show in modo da poterlo integrare nei cellulari e in altri prodotti consumer portatili. Show sarà in commercio a partire dalla fine di quest’anno ad un prezzo di circa 100 dollari, che dovrebbe ridursi con la produzione in volumi.

Per i consumatori, questa tecnologia consente di vedere e condividere film, la mobileTV, video girati personalmente, contenuti generati dagli utenti stessi, presentazioni, ed altri contenuti multimediali. Per i carrier ed i service provider offre l’opportunità di vendere più contenuti multimediali ricchi agli utenti. Per i produttori di hardware, infine offre l’opportunità di realizzare e vendere dispositivi innovativi e differenziati dalla concorrenza. Qui trovate alcuni video che illustrano alcuni esempi di utilizzo dei picoproiettori MEMS.

La tecnologia PicoP è stata annunciata in anteprima in occasione del CES 2008. I primi prototipi del prodotto Show sono stati presentati il 31 Marzo scorso a San Francisco, in occasione del Globalpress Electronics Summit 2008, e durante la manifestazione CTIA Wireless 2008, che si è tenuta dall’1 al 3 Aprile a Las Vegas.


L’idea di usare la tecnologia MEMS per visualizzare contenuti multimediali non è nuova. È infatti già ben affermata la tecnologia DLP (Digital Light Projector) sviluppata da Texas Instruments, che è integrata in prodotti ormai commercializzati in volumi. Tale tecnologia è usata nei display TV a retroproiezione di grandi dimensioni (40 pollici e oltre). Si tratta tuttavia di un prodotto poco diffuso in Europa ed in Italia: secondo una stima della società DisplaySearch, nel 2007 sono stati venduti complessivamente 370.000 apparecchi TV a retroproiezione, pari allo 0,7 % dei televisori commercializzati in tutto il mondo; Nord America e Asia si rappresentano da sole il 95 % del mercato. Fra i maggiori produttori di monitor a retroproiezione figurano Sony, Samsung, Mitsubishi. I proiettori MEMS per TV sono prodotti, oltre a Texas Instruments, anche da Sony e da Kodak.
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Il colosso delle comunicazioni Qualcomm ha invece usato la tecnologia MEMS per realizzare display di piccole dimensioni per display secondari dei cellulari, in grado di riprodurre colori vividi e immagini vivide anche in presenza di riflessi e di una forte illuminazione ambientale. La tecnologia è alla base dei nuovi display Mirasol, i quali sono stati presentati in occasione della manifestazione CTIA Wireless 2008.


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