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Anche il papà di Google ha il suo blog

Angela Rossoni avatar Martedì 23 Settembre 2008, 09:24 in multimedia di Angela Rossoni
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Uno dei fondatori di Google, Sergej Brin, ha aperto il suo blog personale su Blogger; il primo (e unico, per il momento) post riguarda una serie di riflessioni sul morbo di Parkinson, di cui, pare, Sergej Brin sia geneticamente predisposto. Tanto che, assieme alla moglie Anne Wojcicky, ha fondato 23andMe, una società di ricerca genetica.

Sergej Mikhailovich Brin è conosciuto come co-fondatore di Google; nato a Mosca, ha lanciato il suo popolarissimo motore di ricerca assieme al suo compagno di studi dell'Università di Stanford, Larry Page, nel 1998. Oggi ha 35 anni, ed è uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio che sfiora i 16 miliardi di dollari che lo rende tredicesimo nella classifica fra gli uomini più ricchi degli Stati Uniti, secondo Forbes.

Come scrive Sergej stesso sul suo blog, in perfetto stile Google, che è un gioco di parole attorno a Googol, numero grandissimo, il nome del blog è una storpiatura della parola “two”, due, a riflettere che il blog sarebbe “in aggiunta”, una sorta di specchio della sua vita al di fuori del lavoro. Quindi, potremmo maliziosamente arguire che il numero di post che il papà di Google sarà in grado di aggiungere al suo post saranno una misura del tempo che quest’uomo, così ricco e pieno di successo, è in grado di dedicare alla sua vita privata....Undecided

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4 commenti
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21 Gen 2011
alle 20:45

francesco miglino

I Padri Costituenti dell’ universo internettiano sono vocati ad investire patrimoni propri per concepire, per poi donare, strumenti complessi utili a tutti. Nel caso specifico strumenti che raccolgono foto e terabyte di informazioni, per dare la possibilità di prevedere e difendersi dalle avversità climatiche e dai cambiamenti della superficie terrestre.  Gli appassionati, i  ricercatori e gli scienziati avranno a disposizione immense risorse di dati  per   capire  e prevedere i cambiamenti in atto del pianeta.

 

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04 Mar 2009
alle 00:21

FRANCESCO MIGLINO

Uno dei più intessanti commenti sull' agire di Larry Page e Sergey Brin tratto dalla lettera di ringraziamento inviata dal segretario del partito internettiano Francesco MIglino a Barak Obama:  
"Signor presidente Obama, a scrivere la Storia delle società contemporanee oggi sono i costruttori dell' Era Internettiana,  il cui motto è “Don't Be Evil” e le cui invenzioni sono al servizio di tutti. Giganti del solidarismo internettiano come Larry Page e Sergey Brin si battono per la diffusione gratuita dei saperi e le loro invenzioni accelerano i processi evolutivi delle società complesse e donano libertà e felicità:  i protagonisti della politica debbono ispirarsi a costoro e dare generose prove di agire per il bene comune."
Gruppo San Francesco

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29 Set 2008
alle 09:09

Angela

Bellissime riflessioni le tue! Le trasformo in post, così che siano più visibili ai lettori. Forse non è neanche un caso che Sergej Brin abbia sposato una ricercatrice sulle malattie genetiche, e che abbia fondato assieme alla moglie, una società che si occupa per l'appunto della ricerca sulle malattie genetiche. Ma lo saprai dire meglio te che la ricerca su questo tipo di malattie è più che mai importante. Molte di queste malattie sono rarissime, e quindi poco "appetibili" per le aziende, per cui la triste verità è che sono incurabili e quindi si trasformano in una tragedia sia per chi è affetto da queste malattie, sia per chi gli sta vicino...

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26 Set 2008
alle 15:03

Emanuela Zerbinatti

Questa tua segnalazione ha implicazioni molto interessanti. Voglio dire... il papà di Google ha un blog, un diario online, e qual'è la prima (e unica) cosa che ci pubblica? Le sue riflessioni sulla scoperta di essere predisposto a una malattia importante come il parkinson.

e' evidente che per lui, uno degli inventori del motore di ricerca che ha dato un ordine alla rete, scoprire di essere predisposto a sviluppare una malattia che per definizione lo porterà a perdere progressivamente il controllo sui movimenti volontari deve essere stato terribile e anche se ora si dice "contento di saperlo perché così può fare di tutto per cercare di evitare che si manifesti" probabilmente gli pesa ancora molto. Come se l'ansia per stabilire un controllo sul mondo dal suo lavoro si sia concretizzato nella sua vita privata, con la consapevolezza però che se sul lavoro il suo controllo sembra funzionare nella vita privata capisce che per quanto si sforzi non può controllare il destino.

malattie come queste arrivano sempre come un uragano sul paziente e sulla sua famiglia, ma è soprattutto sulle persone che nella vita hanno sempre cercato di porsi come soggetti ipercontrollanti degli eventi che si vedono gli effetti più gravi.

Poi magari mi sbaglio, ma credo che l'invenzione di Google nasca proprio dall'esigenza di controllare la realtà dei due autori.

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