Lasciatevi travolgere dalle nuove tecnologie
I chip RFID, di cui questo blog si è occupato in diversi post, possono aiutare medici ed infermieri ad evitare errori nelle procedure mediche, attualmente il maggiore problema all’interno degli ospedali.
Ogni attività in ospedale ha infatti insito un rischio per il paziente. In base a un rapporto IOM (Institute Of Medicine), 96.000 cittadini Statunitensi muoiono ogni anno a causa di errori nelle cure mediche. Il JCAO (Joint Committee on Accreditation of Healthcare Organizations) stima che ogni mese negli Stati Uniti vengano commessi 5-6 errori durante le operazioni chirurgiche. Un’indagine condotta dall’Health Technology Center statunitense rivela che gli errori nel dosaggio dei farmaci negli ospedali prolungano in media la degenza dei pazienti di tre giorni, per una spesa per la sanità pubblica di 4.600 dollari per ciascun errore. I costi complessivi annuali legati a errori medici evitabili sono di oltre 17 miliardi di dollari. Per un incidente che ha avuto luogo, molti altri non sono avvenuti perché l’operatore oppure un controllo hanno impedito che accadesse; anche questo dato va tenuto in considerazione al fine di migliorare la qualità del servizio.
Il National Health System britannico ha istituito controlli sulla qualità del sistema sanitario che tengano conto non solo degli errori, ma anche dei “near miss”, evitati all’ultimo momento. Questa analisi richiede il supporto di tecnologie avanzate, inclusa quella RFID.
Errori medici ricorrenti riguardano l’identificazione dei pazienti, la somministrazione di farmaci e le trasfusioni.
Da un’analisi della casistica degli errori più gravi commessi durante le trasfusioni, studiati nel Regno Unito nell’ambito del programma SHOT (Serious Hazards of Transfusion) emerge che, su 1000 persone morte o ricoverate in terapia intensiva a seguito di un errore nella trasfusione, nel 35% dei casi l’errore viene commesso in ospedale presso al letto del paziente. Gli errori sono tuttavia possibili ad ogni stadio del processo di trasfusione. La possibilità di trasfusione alla persona sbagliata, valutata nella città di New York, è di 1 su 12.000, 50 – 100 volte superiore a quello di infezione da virus HIV. Il rischio è tuttavia sottostimato. Essendo il gruppo 0 universale, una sostituzione di una sacca di sangue con una di tipo 0 non ha ripercussioni evidenti sulla salute; tuttavia conseguenze molto gravi sono state evitate per puro caso. I dati valutati nel nostro Paese non sono meno allarmanti: la probabilità che una sacca di sangue positiva all’HIV sfugga ai controlli è di 1 su 417.000. Se si pensa che solo in Lombardia vengono raccolte 400.000 sacche di sangue ogni anno, si ha potenzialmente un caso di contagio all’anno. Il sistema nazionale sanitario prescrive la presenza di 2 operatori durante i prelievi del sangue ma, data la carenza cronica di personale che purtroppo affligge gli ospedali, questo non è sempre possibile.
Le tecnologie RFID possono contribuire a ridurre drasticamente l’incidenza di errori, che avvengono in primo luogo perché ad oggi i controlli avvengono in modo cartaceo.
E' una fortuna che i RFID si applichino bene sia ai biglietti delle olimpiadi sia alla medicina. Così non ci sono problemi ad aspettare che hai scritto i post e segnalarli in Arte e salute. Mi pare che il tema, oltreche ampio, sia anche molto interessante.
Riguardo al doping per fortuna si sono fermati a tre casi. Cominciavo a preoccuparmi. Il fatto è che i paralimpici sono atleti a tutti gli effetti e a vincere ci tengono eccome.
Spesso poi la condizione che li porta ad essere disabili necessita dell'uso di farmaci che sono considerati dopanti, quindi discriminare l'uso necessario dall'illegale a volte diventa difficile. Vedremo se si riuscirà ad approfondire il tema magari in un nuovo blog
No, non sei ripetitiva, anzi! La realtà è che me ne sono usciti una marea di post sulla tecnologia RFID (ce ne avrei ancora circa una decina!). Direi, taglio la testa al toro e li metto online in questo weekend, così per concludere l'argomento (per il momento). Mi dispiacerebbe non poter toccare il tema dell'RFID nei farmaci e degli RFID impiantabili. Certo, ammetto che, quando parlo di argomenti medici, brancolo un pò nel buio: spero di non aver scritto degli strafalcioni. Un altro tema che, devo dire, mi interessa molto è quello del doping: il tuo post sui primi casi di doping alle paralimpiadi mi ha davvero colpito. Questi atleti speciali, che devono lottare due volte per vincere le gare, mi sembravano estranei a fenomeni come il doping, che pensavano riguardassero solo gli atleti superstar che quando gareggiano vincono cifre da capogiro. Il fatto che il doping interessi anche le paraolimpiadi mi ha davvero lasciata sotto shock.
Sarò ripetitiva ma era l'ultima novità per quanto riguarda i RFID? Posso segnalarli, sarebbe un peccato no fargli un bel post riassuntivo sul mio blog :)
alle 19:34
Angela
Si, mi scuso per la monotonia, ma da quei famisi biglietti olimpici è venuta fuori una vera e propria onda anomala sulla tecnologia RFID. Spero che sia servito magari a lanciare spunti di riflessione sugli usi di questa tecnologia in un settore così delicato come quello della medicina (e mi scuso se, involontariamente, ho usato qualche termine medico a sproposito).
Bellissimi i tuoi post sulle paralimpiadi!