Lasciatevi travolgere dalle nuove tecnologie
9 Settembre: grande evento Apple, in cui Steve Jobs presenta i nuovi iPod Nano 4G, più cololrati, eleganti de trendy che mai. E non manca di lanciare una frecciatina ironica sulla gaffe di Bloomberg di un paio di settimane fa, che ne aveva pubblicato prematuramente il coccodrillo. "le voci sulla mia morte sono di gran lunga esagerate", appare sul maxischermo alle sue spalle.
Finisce tutto lì? Non proprio. Per comprenderlo, facciamo un passo indietro.
28 Agosto: Alle 16 e 27 in tutte le redazioni, americane e non, arriva uno scoop inatteso: una lunga biografia (circa 17 pagine) del fondatore della Apple, pronta in caso di una sua prematura scomparsa. Steve Jobs è morto? In realtà si tratta di una banalissima svista di un redattore di Bloomberg impegnato nell’operazione di routine di aggiornare il coccodrillo, ha infatti alimentato vosi insistenti sui problemi di salute di Steve Jobs, che tra l’altro circolavano già da tempo, riguardo al fatto che Steve Jobs potesse ora avere problemi di salute legati ad un’operazione che ha dovuto subire nel 2004 a causa di un tumore al pancreas.
Il fondatore della casa di Cupertino è apparso molto magro e pallido all'ultimo MacWorld, e le sue foto hanno subito alimentato il sospetto che il cancro al pancreas, sconfitto nel 2004, avesse fatto ritorno. Le voci, circolate con insistenza nella rete, sono state fermamente smentite, ma da quel momento gli appassionati di Apple hanno il fiato sospeso.
Un mese prima della gaffe di Bloomberg, Steve Jobs rilascia un’intervista a un giornalista del New York Times, in cui dichiara di non soffrire di cancro o di altre patologie che lo mettono in pericolo di vita.
Pare che, a registratore spento, Steve Jobs abbia confidato di avere avuto in questi mesi di problemi di salute, ma nulla di grave.
Qual è la ragione di tanto mistero attorno alla salute di Steve Jobs? Il giornalista di New York Times propone una spiegazione molto plausibile: Apple ha da sempre fondato la propria fortuuna e il proprio appeal proprio sul mistero e sul segreto: bocche cucite fino all’ultimo sui nuovi prodotti presentati alle varie edizioni del MacWorld, persino sulle date delle conferenze stampa. Ogni decisione presa dalla casa della grande mela è difesa meglio di un segreto militare, anche davanti ai suoi azionisti. Questa cultura del mistero si è rivelata negli anni un’ottima strategia di marketing di Apple. Insomma, Apple fa sempre parlare di sé grazie a questo clima di mistero e di attesa spasmodica. E siccome Steve Jobs e Apple sono indissolubilmente legati, anche Steve Jobs deve per forza fare parte del mistero...
Ma è proprio vero quello che ha affermato Peter Oppenheimer chief financial officer di Apple, per mettere a tacere le voci insistenti sulla salute del suo amatissimo boss, che “la salute di Steve Jobs è una questione privata?”
Molti elementi fanno proprio pensare il contrario.
Fino al 1976, Steve Jobs era un privato cittadino, com etutti gli altri, da quando è entrato in società con Steve Wozniak e Ronald Wayne per fondare Apple Computer Inc., e soprattutto negli ultimi anni, quando vi ha fatto un ritorno trionfale, Steve Jobs è diventato una celebrità, una leggenda dell’information technology. E, si sa, purtroppo non ci può essere privacy nella vita di una vera star.
Sei ragioni infatti spingono ad affermare che la salute di Steve Jobs non è una questione privata, nè una questione di “gran lunga esagerata”, come ha cercato di sdrammatizzare lo stesso Steve Jobs.
1. Le voci sulla salute di Steve Jobs hanno un effetto immediato sulla quotazioni del titolo Apple in borsa, e possono condizionare le decisioni deoi fornitori e deoi partner della casa della mela rosicchiata.
2. Dopo aver fatto ritorno in Apple nel 1997, Steve Jobs ha fatto letteralmente resuscitare Apple, dopo il periodo più buio e difficile della sua storia. Prima che Steve Jobs diventasse di nuovo CEO di Apple, le vendite dei computer Macintosh avevano subito un tracollo colossale, facendo precipitare la quota di Apple nel mercato PC al di sotto del 5 %. Ora la società è il terzo produttore di personal computer negli Stati Uniti, dietro solo a Dell e a Hewlett Pachard. Durente uil trimestre fiscale scorso, che di è concluso il 29 Giugno, le vendite dei Mac sono schizzate del 41 % rispetto all’anno scorso, una crescita incomparabilmente più alta di qualsiasi altro produttore dfi PC al mondo
3. La figura carismatica di Steve Jobs ha fatto schizzare le azioni di Apple alle stelle: verso la metà degli anni ’90, valevano appena 5 dollari per azione, mentre solo l’anno scorso hanno toccato la cifra record di 202,96 dollari, portando il suo valore di mercato a 178,9 miliardi di dollari. Anche se attualmente il valore delle azioni Apple è al di sotto di quel picco, comunque di poco vi si discostano
4. L’iniezione di fiducia infusa da Steve Jobs ha fatto anche volare in alto i profitti: nell’anno fiscale 2008, che si concluderà il 30 Settembre, dovrebbero raggiungere quota 32,8 miliardi di dollari, in aumento del 37 % rispetto al 2007. Nel 1995, sotto la guida dell’ex-CEO Gilbert Amelio, erano di appena $11.1 miliardi di dollari. Nel 1997, quando Amelio fu costretto a lasciare la guida di Apple, erano precipitati a 7,1 miliardi di dollari, e non si intravedeva la fine del baratro.
5. Apple è si una compagnia ritornata in auge, ma è ancora vulnerabile. Solo 100 anni fa, alcuni analisti di mercato avevano previsto che Apple sarebbe stata costretta a chiudere. Incapace di competere con lo strapotere di Microsoft e con l’onnipresente sistema operativo Windows, Apple rischiava di diventare un lillipuziano in un mercato vastissimo. Jobs ha letteralmnete trasformato casa Apple, ma il pericolo è alle porte. Nonostente il successo travolgende degli iPod e dell’iPhone, Apple rimane un attore relativamente piccolo sul mercato dell’elettronica consumer, con un market share di appena il 5 % a livello mondiale, secondo un’autorevole stima di Gartner. Inoltre, l acapacità di Apple di mantenere ritmi di crescita così sostenuti dipende tutta dall’introduzione azzeccata di nuovi prodotti e di upgrade ai prodotti esistenti. Un compito in cui Steve Jobs non ha rivali.
6. Last but not least, pur essendosi circondato di validi e fedelissimi collaboratori, Steve Jobs non ha al momento un valido successore, in grado di colmare almeno in parte il vuoto che Steve Jobs lascerebbe.
Insomma, Steve Jobs può pure ironizzare sulle voci attorno alla propria salute, ma non si può negare che, nel bene o nel male, la Apple è Steve Jobs.