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RFID: un pò di tecnologia - 3

Angela Rossoni avatar Domenica 21 Settembre 2008, 23:22 in tecnologia di Angela Rossoni
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I tag RFID possono essere attivi, passivi o semipassivi. Le etichette RFID sono dotate di un’alimentazione interna (una batteria), per cui oltre a una memoria più grande possono essere dotati di microprocessore ed eventuali sensori. Il lettore per tag attivi emette potenze dell’ordine di 10-20 mW e può leggere contemporaneamente centinaia di tag con velocità di qualche ms. Un tag passivo non ha integrata alcuna forte di alimentazione, e quindi ricava la potenza necessaria ad attivare la risposta dalle onde radio dal campo elettromagnetico emesso dal lettore che lo interroga.

I tag passivi sono costituiti da un chip di memoria e da un’antenna montati su un supporto. Di fatto un tag è l’equivalente di un dischetto letto a distanza, privo di capacità elaborativa propria. Il lettore di tag passivi deve emettere una potenza superiore, fino anche a 4 W.

I tag semiattivi includono una batteria, la quale tuttavia non è utilizzata per alimentare la parte radio, ma ad assicurare funzionalità aggiuntive. L’impiego di tag attivi o semiattivi è predominante in applicazioni in grado di giustificarne i costi più alti, come ad esempio nella tracciabilità di oggetti di valore.

La capacità di memoria dei transponder di oggi varia da pochi bit a diversi Kilobit, che corrispondono fino a più di 1,000 caratteri alfanumerici in codifica ASCII a 8 bit. Una EEPROM da 32Kbit è più che sufficiente per memorizzare sul transponder tutte le informazioni necessarie per numerose applicazioni.  La memoria interna può essere a sola lettura o riscrivibile.

Ciascun transponder è dotato del proprio codice identificativo, univoco e non modificabile, che secondo l’ultimo standard ISO 15693/18000 è composto da 64 bit, mentre in base al protocollo EPCGlobal è di 96 bit. Questo garantisce un numero di combinazioni (296 , pari a 8´1028), più che sufficiente per catalogare tutti gli oggetti sulla Terra.
Gli onnipresenti codici a barre consentono una sola lettura alla volta in distanza di visibilità e sono sensibili allo sporco e ai danneggiamenti. Di conseguenza non garantiscono un funzionamento affidabile in ambienti ostili. I vantaggi dei codici a barre sono il costo, la semplicità, l’interoperatività, e il fatto che sono diffusi ovunque. Tuttavia, va notato che le tecnologie barcode e RFID sono spesso complementari, piuttosto che in competizione.

L’evoluzione dei tag RFID è costituita dagli “SmartMicroDevices”, ovvero dei micro-dispositivi wireless in cui i circuiti di elaborazione elettronici, la memoria, le interfacce ed eventualmente sensori ed attuatori realizzati in tecnologia MEMS (Micro Electro Mechanical Systems) sono integrati in un unico chip. L’integrazione di sensori di temperatura, umidità, luce e vibrazione nei tag RFID consentono di impiegare la tecnologia in applicazioni quali il monitoraggio ambientale, in campo biomedicale, nel controllo dosaggi, nella somministrazione dei farmaci, nel monitoraggio pazienti o nei sistemi di sorveglianza.

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