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Digitale terrestre: istruzioni per l'uso

Angela Rossoni avatar Lunedì 21 Settembre 2009, 17:46 in innovazione di Angela Rossoni
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La rivoluzione del digitale terrestre sta prendendo piede ormai, gradualmente ma inesorabilmente.

Una soluzione per evitare di perdersi nella giungla dei decoder necessari per ricevere i programmi del digitale terrestre. Le buone notizie per chi si appresta a vivere il passaggio dalla Tv analogica arrivano dall'istituzione di un tavolo di lavoro che raccoglie i vari attori coinvolti nella migrazione alla nuova piattaforma televisiva. Nell'agenda di "Panel Tv Digitale" una priorità è infatti un'iniziativa volta a orientare il consumatore finale nell'acquisto del decoder più consono alle proprie esigenze.

La confusione sul fronte di questi dispositivi ha quindi – e finalmente – una risposta concreta nonché "istituzionale" che prossimamente si materializzerà, nei punti vendita distribuiti sull'intero nazionale, con un'etichetta prodotto e con un pieghevole informativo recanti le caratteristiche tecniche dei decoder in vendita. L'idea partorita dal consorzio formatosi per impulso di Confindustria Anie/Anitec e subito allargato a DGTVi (l'Associazione per la promozione della televisione digitale terrestre), Aires (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), Federdistribuzione, Cncu (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti), Cna (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Installazione e Impianti e Confartigianato Antennisti ha insomma la finalità di evitare gli spiacevoli inconvenienti che hanno assillato molti dei cittadini alle prese con lo "switch off2 e lo "switch over".

L'eccessiva eterogeneità dei modelli offerti, spesso e volentieri disorientante perché poco accompagnata da un adeguato supporto informativo, c'è chi per esempio ha comprato un modello "zapper" e scoperto solo in un secondo momento che il dispositivo in questione non è abilitato a trasmettere i programmi del digitale terrestre a pagamento. L'avvento di Tivù Sat (la piattaforma voluta da Rai e Mediaset per ovviare ai problemi di copertura del segnale terrestre) e il can can commerciale inerente i canali ad Hd in alta definizione – entrambi i sistemi richiedono un decoder ad hoc - hanno esteso il "problema" di fondo: quale ricevitore comprare?

L'iniziativa di cui sopra è stata presentata a Torino lo scorso venerdì in occasione della rassegna Cine Show e come detto verte innanzitutto nell'apporre sugli scaffali di negozi e centri commerciali un'etichetta con indicate le principali caratteristiche presenti in ogni singolo decoder. Per aiutare ulteriormente i consumatori meno esperti (e quindi la maggioranza) e ridurre ai minimi termini i rischi di errore, ecco il "leaflet" informativo che spiega in un linguaggio accessibile e immediato per tutti ognuna delle caratteristiche e delle funzionalità riportate sull'etichetta rendendo (questa almeno l'intenzione) più immediato e il confronto fra i vari modelli in vendita. Ai due strumenti, si legge in una nota, il Panel intende inoltre affiancare la promozione di ulteriori iniziative di filiera volontarie e armonizzate, volte a contenere le attuali criticità che gravano sui cittadini coinvolti nello spegnimento della televisione analogica.

Evitare di acquistare un decoder a rischio di precoce obsolescenza è però solo il primo passo: l'utente della Tv digitale dovrebbe essere messo nelle condizioni di scegliere al meglio anche il televisore con ricevitore e modulo Cam integrati, essere sicuro che la Cam esterna sia compatibile con tutte le piattaforme a pagamento e tutti i formati di trasmissione di nuova generazione piuttosto che sapere preventivamente come poter fruire dei contenuti Hd senza dover portarsi a casa un nuovo scatolotto.

 

Fonte della notizia: Sole 24 Ore 

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22 Set 2009
alle 10:35

Dario Finardi

Anche una migliore comunicazione da parte delle aziende che partecipano alla composizione dei palinsesti sarebbe cosa buona.
E dove non arriva la correttezza dei fornitori deve essere il legislatore a normare l'erogazione e la comunicazione.

Mi riferisco in particolar modo ai disservizi dell'unico fornitore di contenuti a pagamento che, non comunicando in modo adeguato la sistematica carenza di banda, fa un grande tam tam sui propri servizi ad alta definizione nascondendo agli utenti alcuni problemi definiti come "tecnici" sul contratto capestro: per ogni trasmissione HD (chi ha detto calcio!?) vengono oscurati canali considerati di minore interesse per l'utenza pagante.

La guerra commerciale non può coinvolgere l'utenza che, da mera acquirente, deve diventare attenta conoscitrice degli aspetti tecnici per evitare di essere "fregata".

 

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