Lasciatevi travolgere dalle nuove tecnologie
L’orientamento prevalente, che consiste nell’evitare l’arresto brusco nella roadmap sulla densità di area, comporta una lavorazione dei supporti su disco. Una superficie lavorata del disco definisce fisicamente la forma geometrica e il posizionamento di ciascun bit sul disco. Questo migliora il rapporto segnale-rumore durante le normali operazioni di lettura/scrittura (con un conseguente miglioramentoi della qualità con cui si memorizzano i dati e dell’affidabilità) e rende possibili ulteriori miniatuurizzazioni, cghe sarebbero rese altrimenti impraticabili a causa della perdita dei dati a causa del superamento del famigerato limite superparamagnetico. Per la cronaca: questo avviene quando i bit diventano troppo piccoli e i loro stati oscillano casualmente a causa dell’instabilità termica, che è presente anche con temperature normali.
L’introduzione di una lavorazione ad hoc sulla superficie degli hard disk del futuro richiederà l’adozione di nuovi proccessi tecnologici per la lavorazione su scala nanometrica che non ha ancora fatto la comparsa nella produzioen in grossi volumi, e quersto costituirà davvero una grossa sfida per l’industria degli hard disk. Per la prima volta, i requisiti di risoluzioen degli hard disk si discosteranno di molto dalla classica roadmap ITRS, eliminando la possibilità di riutilizzare le apparecchiature usate per la fabbricazione dei microprocessori di uiltima generazione per la fabbricazione degli hard disk. Aspetto questo, di non poco conto, visti i costi esorbitanti di simili apparecchiature. E, affinchè i nuovi hard disk possano essere concorrenziali sul mercato i nuovi macchinari, devono garantire un poter sfornare almeno 1000 hard disk all’ora, e di non far aumentare il costoi degli hard disk di oltre il 20% rispetto agli hard disk attuali. Un Terabite per pollice quadro (che significa oltre 5 Terabyte in un hard disk di formato standard da 3,5 pollici, in grado di archiviare la bellezza di 5 milioni di foto ad altissima risoluzione, o 500 film in alta definizione in formato MP4, tanto per rendere l’idea). Va da sé che per infrangere tale barriera entro il 2011 sono necessari ionvcestimenti significativi da parte dei produttori di hard disk e di tutta la catena dell’approvvigionamentpo, o “supply chain”, come amano dire gli anglofili. Si tratta di uan sfida non da poco per un mercato che vale relativamente poco: “appena” 28 miliardi dollari: un’inezia, se confrontato con il mercato dei semiconduttori che, come detto nel post precedente, vale la bellezza di 200 miliardi di dollari.
Il trend in ambito storage sembra guardare ai semiconduttori con sempre maggior fiducia, cosa che decreterà un inesorabile quanto abbastanza rapido declino delle tradizionali soluzioni ferro-magnetiche, al momento favorite da un costo per bit inferiore e dall'incognita della durata dei dispositivi che fanno uso di chip per memorizzare permanentemente i dati. :)
alle 17:48
Angela Rossoni
Hai perfettamente ragione, Gianluca. Uno per tutti, è significativo che si stia iniziando ad usare (al momento solo come memoria cache) i SSd anche nei data center! Certo, i produttori di hard disk non stanno con le braccia conserte ad aspettare: dici che sarà il loro ultimo canto del cigno?